Giada Di Berardino, Alessio e Robertino-Frollino il mio bambino magico-Foto di Rosella Schiesaro
Cultura, Libri

Giada Di Berardino racconta Frollino

Giada Di Berardino racconta Frollino e la sua vita, il figlio che ha ispirato il suo libro “Frollino, il mio bambino magico”.

Giada Di Berardino racconta Frollino, il suo piccolo Robertino.

Frollino il mio bambino magico-Copertina Libro di Giada Di Berardino con Anna Cherubini
Frollino il mio bambino magico-Copertina Libro di Giada Di Berardino con Anna Cherubini

Uscito il 6 maggio scorso “Frollino, il mio bambino magico” è un libro edito da Mondadori che racconta la storia personale di una famiglia vera, quella della stessa autrice. Rimane incinta di Roberto a soli 23 anni, il secondogenito dopo Matilde avuto con il compagno Alessio. Sembrava la vita che avevano sempre sognato fin da ragazzini quando si misero insieme, se non che a qualche mese dalla nascita di Roberto, Giada si accorge che qualcosa non va. Dopo infinite visite arriva una diagnosi. Il piccolo è affetto da una malattia genetica rarissima e degenerativa, la sindrome di Cockayne. Quando guarda il suo bimbo, però, Giada non vede un bambino disabile. Vede solo Roberto, o Frollino, come lo ha ribattezzato la sorella Matilde quando lo ha incontrato per la prima volta, un piccolo ometto che con il suo sorriso sdentato e il ciuffo biondo riesce a scatenare onde d’amore, a conquistare cuori, a parlare anche senza parole.

La stessa Giada dice:

“Quella di mio figlio Frollino è una vita in miniatura, ha il peso di un fiore, di un uccellino, dello zucchero filato, della luce della luna. Ha il peso di una poesia scritta a matita, di una foto dove un bimbo sorride, del tempo che resta. Merita l’immensità di ogni istante”.

In queste parole c’è l’amore di una madre che si dona totalmente al figlio e alla sua famiglia, nonostante la fatica e la sofferenza, bagaglio pesante e onnipresente. C’è tutto questo fra le pagine di “Frollino, il mio bambino magico”. Un vita vera fatta di abbracci, risate, pensieri scomodi e speranze. Il racconto luminoso di una quotidianità fuori dall’ordinario narrato da una madre che ci accompagna con ironia e sincerità nel mondo di una creatura fatta di cielo e avvolta d’amore, che lui restituisce moltiplicato a chiunque incroci il suo sguardo. Una storia che non cerca mai pietà, ma che offre consapevolezza e condivisione.

Dice Giada:

“Penso che Frollino sia veramente un bambino magico. Lo capisco dal fatto che le persone che lo incontrano vanno via sempre emozionate. È in grado di trasmettere un’energia contagiosa e di stabilire una connessione intima e profonda con chi ha davanti a sé. Quando c’è Frollino si compie sempre qualche magia perché è lui ad essere magia pura.”

Il libro di Giada De Berardino scritto con Anna Cherubini è la testimonianza potente di come, anche dove il dolore sembrava aver preso tutto, possa nascere qualcosa di luminoso. Le pagine infatti descrivono e si aprono interamente nella vita personale della famiglia ripercorrendo emozioni importanti di amore ma spesso anche di sofferenza.

L’autrice continua:

“È stato senza dubbio un atto di coraggio e un’emozione in crescita pagina dopo pagina. Ho ripercorso gli anni con il mio compagno Alessio, le nostre difficoltà a livello di coppia, la lontananza e poi il riavvicinamento. Devo ammettere che ho provato anche un po’ di paura nel mettermi così a nudo nel raccontare la nostra vita. Adesso il rapporto con Alessio è cresciuto davvero molto: l’anno prossimo ci sposiamo! Alessio è un papà assolutamente meraviglioso per Frollino e Matilde.”

Giada, Alessio e Robertino-Frollino il mio bambino magico-Foto di Rosella Schiesaro
Giada, Alessio e Robertino-Frollino il mio bambino magico-Foto di Rosella Schiesaro

La presenza sui social di Giada ha scatenato gli haters che sono sempre pronti ad attaccare. In questo caso per la presenza sempre ordinata e curata dell’autrice che risponde dicendo che “c’è questa idea che prendersi cura di sé significhi togliere attenzioni e cure a Frollino, ma non c’è niente di più sbagliato”.

Qualcosa non andava…Giada se lo sentiva:

“Ero l’unica già preparata al peggio perché quando all’ottavo mese mi è stato detto di stare un po’ a riposo com’era successo con Matilde, io mi sentivo strana e percepivo che c’era qualcosa che non andava. Come racconto nel libro, una sera ho parlato con mia mamma e le ho detto: “Devo prepararmi all’idea di metterlo sotto terra”. Il parto è stato poi regolare, ma quella sensazione così strana non mi lasciava mai, sapevo che c’era un problema. Ero già pronta, non ho avuto nessuno shock e nessuna sorpresa, casomai soltanto conferme visita dopo visita. Malgrado la situazione, le energie non mi hanno mai abbandonata perché sapevo che sarei andata incontro ad una situazione veramente difficile e dovevo essere in grado di affrontarla, per Frollino.”

Ci vogliono tanta forza e tanto amore per affrontare la vita nel modo migliore in una situazione simile. Sono tante le famiglie come la sua che si perdono. Giada e Alessio hanno trovato un equilibrio insieme a Matilde, Robertino e al cane Ti Amo. Ma questa maternità cos’ha insegnato a Giada?

“Grazie a Frollino ho imparato sulla mia pelle il vero significato del vivere “Qui e ora”: è Robertino stesso a regalarmi questa consapevolezza, a farmi capire che la vita va vissuta in pieno in ogni singolo momento e a farmi apprezzare il bello in ogni cosa.”


Sindrome di Cocayne, breve descrizione

La sindrome di Cockayne è una rara malattia multisistemica caratterizzata da gravi difetti nello sviluppo fisico e mentale, disfunzione neurologica progressiva e invecchiamento precoce. Sulla base della gravità del quadro clinico e dell’età di esordio sono stati descritti due tipi: nel tipo 1 la sintomatologia clinica si manifesta nei primi due anni dalla nascita, mentre nel tipo 2 la malattia è presente già alla nascita (congenita) e la sintomatologia clinica è ancora più grave. In entrambi i casi, comunque, l’evoluzione della malattia è particolarmente sfavorevole e l’aspettativa di vita è di circa 11 anni.

Fonte –> https://www.fondazionetelethon.it/

Con Frollino è cambiata l’idea di felicità di Giada?

“Quando ero bambina mi piaceva contemplare i misteri dell’universo, diciamo che non sono mai stata la classica bimba giocherellona, pensavo sempre. Agli occhi degli altri potevo apparire problematica, ma di sicuro ho un ricordo nitido di me felice, mi sentivo diversa, ma sempre felice. Oggi, posso dire che Frollino ha dato consapevolezza a questo mio sentimento: ha amplificato la mia capacità di percepire la felicità che mi circonda, così riesco a scorgere la bellezza nelle piccole cose.”

La storia di Frollino insegna l’amore incondizionato, che dovrebbe esistere sempre in ogni famiglia ma non è mai scontato. Grazie a Giada Di Berardino abbiamo vissuto momenti di commozione vera, coraggio e di speranza. Anche per Matilde, una bambina di 7 anni fantastica e perspicace che ha sempre tenuto stretto stretto il fratellino, di cui voleva capire di più e con delicatezza mamma cercava spiegarle che Frollino ha “una cellula che non funziona”. Ma la piccola è davvero perspicace e un giorno arriva la domanda spiazzante: “Mamma, ma quando divento grande, Frollino muore?”. Matilde ha collegato l’invecchiamento precoce al fatto di morire giovane e da allora ha sempre cercato di rimanere accanto a mamma Giada nel prendersi cura del fratello Robertino.

L’importanza dei social network

“Con i social ho scoperto una cosa importante: il potere della condivisione. Le altre mamme che vivono la mia stessa condizione mi scrivono e mi ringraziano perché si sentono comprese. Quando con Anna Cherubini è nata l’idea del libro, l’ho vissuto come un passo importante e pagina dopo pagina ho anche scoperto l’aspetto liberatorio del raccontare la nostra vita con Frollino.”

Cosa fa riemergere Giada dai giorni bui?

“La consapevolezza di tutto quello che di bello è nato da questa sofferenza e di come sono riuscita a non farmi annientare. Penso sempre a quello che riesco a fare con le cose che ho e alla magia che vivo ogni giorno con Frollino, il mio bambino magico.”

Giada Di Berardino

Ha ventisette anni, si è diplomata in ragioneria e successivamente ha frequentato la scuola SILIS di lingua dei segni. Vive a Roma, nel quartiere di San Basilio, insieme al suo compagno Alessio, ai figli Matilde e Roberto e al loro cane Ti Amo. A Roberto, affetto dalla Sindrome di Cockayne, dedica ogni ora del giorno. In futuro vorrebbe lavorare con i bambini portatori di disabilità e per dare sostegno alle loro famiglie.

Joy Cadenasso


—> Foto e fonti dell’intervista a cura di Rosella Schiesaro che ringrazio infinitamente


@roberto_giada26 / @leggerecomeanna

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Rosella Schiesaro e Giada Di Berardino-Foto di Rosella Schiesaro
Rosella Schiesaro e Giada Di Berardino-Foto di Rosella Schiesaro

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